Morning..

Light In Your Mind by Suradej Chuephanich

Ph- Ampamuka – Light in your mind

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho capito com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto
che tutto ciò che mi circonda é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama maturità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto
e che tutto quello che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama stare in pace con se stessi.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama sincerità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene:
persone, cose, situazioni
e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso;
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”,
ma oggi so che questo è amore di sé.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama semplicità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo perfezione.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di saggezza interiore.

Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro
dando origine a nuovi mondi.

Oggi so che tutto questo è la Vita.

Charles Chaplin (1889-1977)
dal discorso celebrativo per il suo 70° compleanno tratto dal libro ” when i loved myself-enough” Kim McMillen

more than words

Noi non conosciamo le persone quando vengono da noi;
dobbiamo andare noi da loro per sapere quel che sono.
Johann Wolfgang von Goethe

 

 

Non hai mai sentito dire
che la bellezza delle cose ama
nascondersi
ed è forte quello che ho dentro
distante dalla mediocrità
ho rischiato di perdere tutto per non… subirla

Carmen Consoli

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Errare. Binomio indissolubile di vagare e sbagliare. Inseguire il profumo della conoscenza, che sa di mare e nebbia,  di velluto e ferro, di carta e pietra. Sbagliare è confondere il mare con quella nota dominante di salmastro, immaginando un oceano in una goccia, come un libro in una pagina.

Errare. Perché un solo istante può valere una vita.

 La poetessa rossa.

..sentirsi vulnerabili ed offrire questa propria vulnerabilità come un dono.

Non si può mettere a tacere se stessi.

 

aeroplani del cuore

Conosciamo noi stessi solo fin dove
siamo stati messi alla prova.
Ve lo dico
dal mio cuore sconosciuto.

-Wislawa Szymborska-

andrzeji bochinski

ph- Andrzeji Bochinski

I piccoli aeroplani del cuore

con le loro piccole ali coraggiose

cosa possono fare

contro i venti delle tenebre

quasi come farfalle sono respinti

dagli uragani

eppure non muoiono

Stanno in attesa ovunque

possano nascondersi e tenere sospese

le loro sottili ali piegate

e quando il vento assassino muore

avanzano di nuovo rapide

nella luce appena soffiata

vive come foglie.

 -Lawrence Ferlinghetti

Achmad Kurniawanph- Achmad Kurniawan

“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo I fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici; se si fosse rivelata meschina, volevo trarne tutta la genuina meschinità, e mostrarne al mondo la bassezza; se invece fosse apparsa sublime, volevo conoscerla con l’esperienza, e poterne dare un vero ragguaglio nella mia prossima digressione.”

 - Henry David Thoreau -

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ph- Emerald Wake

riflessi(one)

Nel profondo, la mia conoscenza di me stesso è oscura, interiore, inespressa, segreta come una complicità. Dal punto di vista più impersonale, è gelida, tanto quanto le teorie che posso elaborare sui numeri: mi valgo di quel po’ d’intelligenza che ho per esaminare più dall’alto, da lontano, la mia vita, che, in tal modo, diventa la vita di un altro. Ma questi due procedimenti della conoscenza di sé sono difficili, ed esigono, l’uno che ci si cali entro se stessi, l’altro che ci si ponga all’esterno.
Le Memorie di Adriano – M. Yourcenar

Claudia Ioan -http://www.flickr.com/photos/claudia_ioan/

Nelle mie girovaghe letture in rete mi sono imbattuta in un articolo da cui ho tratto questo video così particolare. Mi ha richiamato alla memoria quel che stavo leggendo ne ” Le memorie di Adriano “  e le riflessioni che in quel momento ne erano scaturite.

L’articolo cita “un uomo mette in scena una lenta danza cercando di diventare tutt’uno con l’ambiente, si mimetizza e dialoga con la natura, ma nello stesso tempo prende coscienza riflettendosi in uno specchio. Il dispositivo, che riflette e fa riflettere sui limiti e le potenzialità del nostro percepire, è l’elemento tecnico aggiunto che amplifica la distanza che ci unisce e separa dal fenomeno. L’ opera  d’arte è dunque un’indagine che si interroga sullo  “Stream of consciouness” mettendo l’accento sul fatto che noi siamo processi che indagano processi.”

Ecco quest’ opera d’arte ha avuto la capacità di unificare le  due cose nella mia mente ed ha ampliato la gamma dei pensieri e delle riflessioni. E volevo condividerla con voi.

Ogni messa a fuoco, ogni aspetto riflesso di un soggetto che contiene mille verità, riporta ad altre verità in un infinito rincorrersi.

La ricerca è il viaggio di scoperta.  La messa a fuoco diventa l’analisi di ogni singolo aspetto estrapolato dal contesto.

Ma non si può lasciar fuori tutto il resto. Perchè strettamente legato al fenomeno analizzato. Ed in alcuni casi determinante del fenomeno stesso.

Quindi?

Credo la risposta sia nel titolo…” Your embodied garden.

Totally. Deeply inside. yours.

 

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recuenco eugene

Ph- Eugene Recuenco

Io non ti chiedo di portarmi
una stella celeste,
solo ti chiedo di riempire
il mio spazio con la tua luce.
Io non ti chiedo di firmarmi
dieci fogli grigi per poter amare,
solo chiedo che tu ami
le colombe che amo osservare.
Dal passato non lo nego
ci arriverà un giorno il futuro
e del presente
cosa importa alla gente
se non fanno altro che parlare.
Io non ti chiedo.
Segui quest’attimo colmandolo di motivi per respirare, non concederti, non negarti
non parlare solo per parlare.
Io non ti chiedo di andarmi a prendere
una stella celeste
solo chiedo che il mio spazio
sia pieno della tua luce

Mario Benedetti

http://youtu.be/17zgrCPEb78

True or False

Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è.

Mark Twain

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ph- Bez Nawzy

Ciò che è noto, non è conosciuto. Nel processo della conoscenza, il modo più comune di ingannare sé e gli altri è di presupporre qualcosa come noto e di accettarlo come tale
Georg Wilhelm Friedrich

Peyman Afnani

ph – Peyman Afnani

E come possiamo intenderci se nelle parole che io dico metto il senso e il valore delle cose che sono dentro me
mentre chi le ascolta, inevitabilmente, le assume col senso e il valore che hanno per sè del mondo che egli ha dentro?
-Luigi Pirandello

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ph- Magnus

“Perché l’importante mi disse che tu sappia la verità. Finché non la sai – finché non la capisci veramente – puoi soltanto afferrarne qualche stralcio, o brandello, e non senza un aiuto dall’esterno: da macchine, uomini, uccelli. Ma ricordati” disse “che l’essere ignota non impedisce alla verità d’essere vera”.
Nessun luogo è lontano – Richard Bach

Anuchit Sundarakiti mood

ph – Anuchit Sundarakiti

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo che sono difficili.

Lucio Anneo Seneca